Non ero più li

Ero per terra mentre non ero più lì.
Il mio papà aveva una bella auto rossa, un suv, diceva alla mamma che l’aveva comprata per la mia sicurezza. In città è facile che accadano incidenti e che dentro ad una bella macchina robusta saremmo stati tutti al sicuro. Papà aveva anche un cellulare di ultima generazione, lo guardava di continuo, quando guidava la sua bella macchina rossa e anche quando era a casa, il lavoro del papà é importante perché tutte le volte che lo chiamavo mi diceva di star zitto e di chiedere alla mamma quel che volevo. Ogni giorno la mamma si lamentava chiedendo al papà di spegnerlo perché non credeva che potesse essere così importante stare sempre attaccato a quello schermo. La mamma ogni tanto piangeva perché diceva che il papà era cambiato, era distratto e non la guardava più,diceva che non sapeva neppure di che colore erano i miei occhi, erano più chiari dei suoi, senz’altro lo sapeva. Il mio papà era bravo, ogni mattina mi faceva il favore di portarmi a scuola, anche se so che avrebbe preferito che mi portasse la mamma, io ero contento che mi ci portasse lui, con l’automobile rossa davanti a scuola mi sentivo importante. Non importa se quando lo salutavo a malapena, guardando lo schermo mi faceva qualche verso mentre uscivo per andare a scuola. Quella mattina doveva proprio essere impegnato, povero papà… L’ho salutato, ho chiuso la portiera e sono passato davanti alla macchina rossa come facevo sempre ma mentre stavo attraversando qualcosa mi ha spinto a terra con forza, non ho capito cosa fosse, tutto é diventato nero e qualcosa mi é salito sopra, era tremendamente pesante, le ruote del suv erano larghe e robuste, mi sono salite sopra prima quelle davanti, ho rotolato mentre anche quelle dietro mi hanno schiacciato… mio papà era al telefono e non si é accorto di nulla, neppure quando l’auto è sobbalzata una due volte.
Una signora mi ha visto in terra con tutto il sangue che mi zampillava dalla testa verso l’asfalto… Mi ha preso in braccio poi mente il mio papà é corso verso di me mi ha lasciato in terra, era spaventata e gridava, il mio papà poi mi ha preso in braccio come poteva, ma io non ero più lì, avrà pensato che me la sarei cavata ma ero un ormai un sacchetto vuoto, scivolava via tutto rotto, e lui in qualche modo mi ha preso, per un braccino, per l’altro, non sapeva più cosa fare di quel mio corpicino fracassato che gli scivolava via. Credo di avergli proprio rovinato la giornata, ora il suo lavoro forse l’ha dimenticato come ha dimenticato il suo bel cellulare con cui faceva delle così belle foto. Ho visto tutto dall’alto mentre un angelo mi portava via, lui mi ha detto sorridendo che ormai non aveva più importanza ciò che sarebbe successo al mio papà.
Ora la mia mamma piange, piangera’ per tanto tempo.
Il mio papà ha perso tutto, auto, casa, moglie, TV, me. Non posso più aiutarlo adesso. Lo chiamavo per ricordargli che ero lì quando avevo bisogno di lui.
Ora é tardi.
Non sono più con lui.
Io voglio bene al mio papà, anche se mi ha spezzato in due.
Ti voglio bene mamma.


Il vostro piccolo.

-dedicata al piccolo angelo a cui il papà ha spezzato la vita mentre guardava il suo bel cellulare nuovo mentre guidava la sua bella auto nuova-

Guglielmo